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I NEED YOU
(volemose bene)

Puertosool

Testo di
Carlo Settimio Battisti

Illustrazioni
Costanza Nani

Suono
Prato Fiorito

Voce
EGEENO

Entri in una discoteca di Roma o di Berlino, un club, un gaybar. Non importa. È inverno, è estate, sei felice, agitatǝ , sei sudatǝ. L’atmosfera è densa dei respiri di chi balla già da ore una line-up frocia che conosciamo tutt3 o un sound techno, elettronico o house che, anche se è la prima volta che lo senti, ti sembra di conoscerlo da una vita. Vedi volti familiari e sconosciuti, tutti uniti. Sciogli le spalle, muovi un po’ il culo. Agganci gli sguardi, li evadi, sei uno, siete tant3. Lo spazio si gonfia a ritmo dei bassi, si plasma a dimensione dei corpi che si muovono, che bevono, si alterano. Bagni le labbra, gli occhi si cercano. Un desiderio dell’altro, di tutt3, di sentirsi uno, due, tant3. Con la voglia di piacersi, di piacere, di essere accettatǝ, volutǝ.

“Nessuno si salva da solo”

L’installazione I NEED YOU (volemose bene) di Puertosool, espone una porzione selezionata del suo progetto fotografico che ormai da anni racconta, con scatti rubati, le serate queer, i rave, i party lgbtqia+ underground di Roma e dei suoi viaggi in Europa. Come nella sua ultima pubblicazione, ricerca costantemente collaborazioni, con artist3 con cui condivide visioni e scenari, per questa occasione collabora con l’illustratrice Costanza Nani che correda il “club” con i suoi graffiti, ridisegnando gli scatti più iconici dell’archivio del fotografo. Una traccia sonora prodotta ad hoc da Prato Fiorito, con la voce del DJ e performer Egeeno, ci accompagna lungo l’esposizione. Attratto dai particolari, non dai soggetti nella loro totalità, Puertosool rappresenta sorrisi, mani, capelli, scarpe e piedi. È ossessionato dai baci che lo travolgono: esplosioni di emozione che non può far altro che immortalare all’apice dell’effusione. Attraverso l’installazione, si ricrea lo spazio di un club, fatto di corpi e luci, è proprio in quei cunicoli che si creano fra i baci, che lo spettatore è obbligato a passare per far parte della folla, per scoprire cosa c’è oltre, per far parte di quello spazio collettivo di desiderio.

Da sempre il club per la comunità queer è stato luogo di aggregazione, ludica, politica, posto riservato e nascosto, oggi più che mai luogo di libertà di espressione. È in questa dimensione aggregativa e sociale che si riscopre il desiderio di intimità legato al nostro privato, all’ambiente domestico, alla tenerezza, anche proprio attraverso l’esposizione di oggetti legati all’affettività. Per Puertosool l’ambiente del club è accogliente quanto quello della casa: ricorda i primi momenti del Muccassassina, principale party della scena romana, che nasce come luogo di raccolta fondi per il sostegno alla comunità colpita dall’HIV negli anni 70-80 proprio nelle case dell3 sue sostenitor3.