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saggi e fabule

STAR

Thomas Valerio

con il supporto
dell’Accademia di Belle Arti
di Roma

Testo di 
Leonardo Venturi

In un tangible universo sospeso, una chitarra che è voce incontra un microfono che impara a essere corpo. Tra costellazioni fatiscenti che si diramano da poli solo apparentemente stabili, STAR si presenta come una anatomia del fallimento, dell’attrazione verso l’ignoto e la repulsione del conosciuto. Thomas Valerio e Anna Bielli generano e conducono così una gestazione a più atti che prova a interrogare e a rendere manifeste le nostre scorie traumatiche. 

La performance esplora come il suono agisce in un ambiente, mette in relazione chi ascolta e fa vibrare il nostro corpo umano e mutante. Tra i detriti condivisi, la dimensione dell’ascolto è centrale e lascia il giusto spazio all’improvvisazione, all’indefinitezza e alla fragilità rappresentata. 
In una contemporaneità mossa da pura desolazione atavica, lз artistз ci invitano a entrare in contatto con una collettività attiva, ad ascoltare e partecipare a un concerto inedito orchestrato da corpi, voci, note, tessuti, cavi e alimentato da ricordi così nitidi da dover necessariamente essere sfocati. Fuggendo dai paradigmi di produttività e successo, l’instabilità diventa la cifra stilistica necessaria all’atto perfomativo per provare a tracciare nuove possibilità spaziali generative tra il semantico e il corporeo. 

STAR è una canzone a metà, un verso masticato e sputato, una melodia incompleta. È una ricerca sul cambiamento, il moto, la perdita e quello che ci lasciamo dietro. Il tentativo di attraversare la moltitudine e di essere in costante trasformazione. Un’ opera che ci ricorda come tutti i corpi, umani, non umani, tangibili e sonori, possano incidere sullo spazio e produrre degli effetti determinanti sulla realtà che ci circonda.